La Generazione Z trascura denti e gengive: rischio parodontite già a 20 anni
Una recente indagine promossa dalla SidP (Società Italiana di Parodontologia e Implantologia) evidenzia un dato preoccupante: tra tutte le fasce d’età, i giovani tra i 20 e i 30 anni mostrano i segnali più frequenti di infiammazione gengivale. Molti riferiscono sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento o mentre mangiano, sintomo spesso legato a un’igiene orale non adeguata.
Secondo i dati raccolti, oltre un giovane su tre soffre di sanguinamento gengivale e circa il 16% convive con problemi di alitosi persistente. Segnali che non dovrebbero mai essere ignorati, perché possono rappresentare le prime manifestazioni di una gengivite in evoluzione.
Gengivite: un campanello d’allarme da non sottovalutare
La malattia parodontale non compare improvvisamente in età adulta avanzata. Nella maggior parte dei casi si sviluppa lentamente, iniziando proprio con disturbi lievi ma continui, come arrossamento, gonfiore o sanguinamento delle gengive.
Se trascurata, la gengivite può trasformarsi nel tempo in parodontite, una patologia più seria che interessa i tessuti di supporto del dente e che può portare, nei casi più avanzati, alla mobilità dentale e alla perdita dei denti.
Le abitudini che aumentano il rischio
Una scarsa igiene orale resta il principale fattore di rischio per lo sviluppo della parodontite, ma non è l’unico. Anche alcune abitudini quotidiane possono favorire il peggioramento dell’infiammazione gengivale, tra cui:
- fumo;
- alimentazione ricca di zuccheri, grassi saturi e cibi ultraprocessati;
- sedentarietà;
- controlli odontoiatrici troppo sporadici.
Uno stile di vita poco equilibrato può quindi incidere negativamente sulla salute della bocca già in giovane età.
Con l’età aumentano i danni ai tessuti di supporto
Nei pazienti più giovani prevalgono soprattutto i segnali infiammatori, spesso ancora reversibili. Con il passare degli anni, però, l’infiammazione cronica può causare danni permanenti ai tessuti che sostengono i denti.
Dopo i 60 anni diventano infatti più frequenti problematiche come recessione gengivale, perdita ossea e maggiore fragilità dentale. Nei casi più avanzati, la parodontite non trattata può compromettere in modo definitivo la stabilità dei denti.
Il sanguinamento gengivale non va ignorato
Molte persone tendono a considerare il sanguinamento delle gengive come un disturbo comune o passeggero, ma non dovrebbe mai essere ignorato. Intervenire precocemente con una corretta igiene orale quotidiana, sedute di igiene professionale e controlli periodici dal dentista permette spesso di bloccare l’infiammazione prima che evolva in una patologia cronica.
Prendersi cura di denti e gengive fin da giovani è il modo migliore per preservare il sorriso e la salute orale nel tempo.