sindrome della bocca che brucia

Sindrome della bocca che brucia: cos’è, come si manifesta e come si tratta

La sindrome della bocca che brucia, conosciuta anche come Burning Mouth Syndrome (BMS), è una condizione caratterizzata dalla presenza di un dolore o di una sensazione di bruciore persistente a livello del cavo orale, in assenza di lesioni visibili della mucosa che possano spiegare i sintomi.

Si tratta di un disturbo cronico di origine sconosciuta che può risultare particolarmente fastidioso per il paziente e che, proprio per la difficoltà nell’individuarne una causa precisa, può essere complesso da diagnosticare e trattare.

Come si manifesta la BMS?

La BMS si manifesta principalmente attraverso una sensazione di bruciore o dolore che interessa i tessuti molli della bocca.

La zona più frequentemente coinvolta è la lingua, ma il disturbo può interessare anche:

  • le labbra;
  • il palato;
  • le gengive;
  • la mucosa delle guance;
  • più raramente, il pavimento della bocca e l’orofaringe.

Uno degli aspetti caratteristici della sindrome è che la mucosa orale può apparire completamente normale, nonostante il paziente riferisca un dolore anche intenso e persistente.

Quali sono le cause?

L’origine della sindrome della bocca che brucia non è ancora completamente chiarita.

La difficoltà nell’individuare una causa precisa rappresenta infatti uno degli aspetti più complessi della BMS. Si ritiene che possano essere coinvolti diversi fattori e, in particolare, alterazioni dei meccanismi che regolano la percezione del dolore e della sensibilità a livello del cavo orale.

Come viene diagnosticata?

Non esiste un singolo esame specifico per diagnosticare la sindrome della bocca che brucia.

La diagnosi si basa principalmente sulla valutazione dei sintomi e sull’esclusione di altre condizioni che possono provocare dolore o bruciore del cavo orale.

Qual è il trattamento della BMS?
La difficoltà nell’individuare l’origine della BMS rende anche complessa la definizione di un trattamento standard valido per tutti i pazienti.
Nel corso degli anni sono state studiate diverse possibilità terapeutiche. Una revisione della letteratura pubblicata su Clinical Oral Investigations ha analizzato gli studi clinici disponibili sui principali trattamenti utilizzati per la sindrome della bocca che brucia, suddividendoli in diverse categorie.


Tra le strategie analizzate rientrano:

  • farmaci antidepressivi;
  • acido alfa-lipoico;
  • agenti fitoterapici;
  • agenti analgesici e antinfiammatori;
  • terapie non farmacologiche.

I risultati dei diversi studi hanno mostrato una certa efficacia di alcune delle strategie valutate, ma con risultati non sempre uniformi.

In particolare, il trattamento con antidepressivi e quello con acido alfa-lipoico hanno mostrato risultati promettenti.

Tuttavia, le evidenze disponibili non sono sufficienti per considerare queste terapie come una soluzione definitiva o come trattamento di prima scelta per tutti i pazienti.

Il trattamento deve quindi essere personalizzato sulla base delle caratteristiche del singolo caso, tenendo conto dei sintomi, della loro intensità, delle eventuali cause associate e delle condizioni generali del paziente. L’obiettivo della terapia è principalmente quello di ridurre il dolore e il disagio e migliorare la qualità di vita del paziente.

L’importanza di una corretta valutazione odontoiatrica
La sindrome della bocca che brucia può rappresentare una condizione difficile da diagnosticare e da trattare, ma un bruciore persistente del cavo orale non deve essere sottovalutato.

Una visita dal dentista consente di verificare la presenza di eventuali alterazioni della mucosa, escludere altre possibili cause del disturbo e, quando necessario, indirizzare il paziente verso ulteriori approfondimenti.